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Le api solitarie: le Osmie

 

Le Osmie

Le osmie (Osmia rufa, Osmia cornuta) sono Imenotteri Apoidei appartenenti alla famiglia dei Megachilidi. Queste api non vivono in società complesse in cui ogni individuo ha un ruolo diverso, ma ogni femmina depone le proprie uova e se ne prende cura. Sono, però, gregarie e amano nidificare in gruppo.
Raccolgono il polline grazie a delle file di setole sull’addome (la pancia) non sulle zampette posteriori come le api. Escono molto presto, quando cominciano a esserci le prime piante fiorite, e amano in particolare il polline delle Rosacee, a cui appartengono molti alberi da frutto (albicocco, pero, melo, ciliegio ecc.)
Il loro volo è molto veloce, si posano un momento e via! Visitano molte migliaia di fiori in un giorno: sono delle impollinatrici eccezionali!!
Costruiscono i loro nidi dentro cavità precostituite: steli di canne spezzate, muri sbrecciati, dovunque sia possibile ricavare una celletta per ogni uovo che la femmina ha da deporre (30-40). Un tempo avevano abbondanza di luoghi dove fare il nido, ma oggi, poiché i canneti sono sempre più rari e le case di campagna ristrutturate, mancano luoghi di nidificazione. Quando poi ci sono, poiché la nostra campagna è intensamente coltivata e viene fatto uso di insetticidi molto potenti e persistenti, le loro popolazioni sono in rapido e drammatico declino.
Le osmie sono Apoidei, quindi le femmine hanno il pungiglione. Non sono però aggressive, e se le infastidite mentre fate le vostre osservazioni sono loro ad andarsene.
I maschi non hanno il pungiglione, ma se li stringete in mano vi mordicchieranno le dita con le loro mandibole a spatola, nulla di doloroso…
E’ possibile e facile allevare le osmie, per osservare da vicino la meraviglia del rapporto tra fiori e insetti, la cura e la fatica di esseri così piccoli per allevare la prole; per offrire una piccola, ma significativa, possibilità di recupero ad un ambiente, anche urbano, che ha bisogno di riscoprire il rapporto con le cose e i tempi della natura.

Come costruire un nido

Costruire un nido è molto semplice: basta prendere dei fogli di carra, meglio da riciclo e arrotolarla ben stretta, costruendo cannucce che abbiano un diametro di 8-10 mm, non di più.
Fate attenzione, perché ogni specie ha le proprie predilezioni in fatto di diametro, a seconda della dimensione della specie, e Osmia rufa,in allevamento ora la Laboratorio dell’Insetto, è più piccola di Osmia cornuta, quindi il diametro delle canne deve essere intorno a 8-9 mm.
Le cannucce devono avere una parete abbastanza spessa (arrotolate molte volte la cannuccia) e una lunghezza di 12-15 cm. Potete anche realizzare qualche cannuccia trasparente, con fogli di acetato o altra plastica trasparente, che posizionerete nel mezzo del fascio di cannucce e più indietro rispetto alle altre, in modo che sia ombreggiata. Se avrete fortuna qualche femmina potrebbe farci il nido, e potreste così vedere cosa c'è all'interno delle celle! In tutto preparate almento 3 cannucce per femmina, meglio dare loro l'idea dell'abbondanza...
Se poi avete a disposizione un blocco di legno, potete praticarvi dei fori con un trapano con una punta del diametro adeguato e infilarci una cannuccia di carta, sarà un tipo di nido molto gradito
E se avete possibilità di utilizzare canne palustri, ben asciutte, tagliate in pezzetti da 15 cm circa, darete loro senz'altro il materiale più gradito
Qualunque materiale adoperiate, le cannucce vanno chiuse in fondo: potete usare cotone idrofilo molto pressato, o anche nastro adesivo: in questo caso però metteteci dentro un po’ di sabbia o terra in modo che la parte interna non sia adesiva, altrimenti le osmie resteranno impigliate mentre esplorano il fondo per verificare che la canna sia adatta.
Sistemate le canne dentro un contenitore impermeabile, scegliete bene il luogo dove posizionare il nido (anche un davanzale di finestra andrà bene). Se lo appendete ad un albero fate in modo che non oscilli troppo. Non cambiategli posto dopo che le osmie hanno cominciato a nidificare, perderebbero l’orientamento.
Sistemate in un piccolo contenitore i bozzoli in modo che siano ben protetti dal sole diretto (l’osmia all’interno del bozzolo può morire se il bozzolo viene esposto direttamente al sole) e mettete il contenitore molto vicino alle cannucce..
…e aspettate pazientemente…

COSA SUCCEDERA’ DOPO AVER MESSO I BOZZOLI VICINO AL NIDO?

I maschi escono dal bozzolo prima delle femmine: sono facilmente riconoscibili perché sono più piccoli e snelli e hanno ciuffi di peli bianchi sul capo, a mo’ di baffetti. I maschi continueranno a visitare il contenitore in cui si trovano i bozzoli delle femmine in attesa…Le femmine usciranno dopo diversi giorni, si accoppieranno, e sceglieranno una cannuccia per fondare il loro nido. Poiché sono gregarie e le cannucce sono molto vicine le une alle altre, per ritrovare il proprio nido ciascuna femmina si affida alla vista (per cui è bene che le cannucce non siano tutte allineate, ma che ci sia un certo “movimento” sulla superficie delle cannucce, una più in dentro l’altra più in fuori) e anche ad odori, con cui ogni femmina marca la propria cannuccia.Se sentite ronzii seccati provenire dalle cannucce significa che una femmina sta tentando di rubare il nido alla vicina, o forse si è solo sbagliata…In ogni caso la proprietaria reagisce cercando di scacciare l’intrusa!Se osservate da sotto le femmine in arrivo vedrete l’addome colorato: giallo, rosso, verde… a seconda del colore del polline della pianta sulla quale la femmina sta bottinando.Dopo che le femmine avranno scelto il proprio nido potete anche colorare il foro di uscita con colori ad acqua tipo Uniposca per riconoscerlo meglio e provare a improvvisarvi etologi, annotando in un piccolo diario, data per data quello che vedete… e poi scriveteci e mandateci le foto: le pubblicheremo sul nostro sito.SOLO DI TANTO IN TANTO, se volete fare qualche foto, o solo osservare la femmina un po’ più a lungo potete mettere un frammento di foglia all’ingresso del nido per rallentare l’entrata dell’osmia, ed avere il tempo di guardarla per bene: lei lavorerà per togliere l’ingombro e voi potrete fare qualche osservazione in più…Osmia rufa costruisce una soglia di fango per capire quando ha già raccolto abbastanza fango: si pone con l’addome sul fondo della cannuccia e deposita un po di fango sul pavimento lì dove arriva lei con il capo. Poi comincia a raccogliere polline, aggiunge un po’ di nettare (quanto basta per impastare il polline) e quando torna dal viaggio di raccolta prima compatta il polline scaricato nel viaggio precedente, pressandolo con il capo, poi si gira e scarica il polline lavorando sull’addome con le zampe posteriori. Se il diametro delle cannucce è piccolo la femmina esce dalla cannuccia, si gira e rientra a marcia indietro. In queste manovre spesso il polline resta appiccicato al musetto della femmina che sarà così color polline!Il polline è giudicato sufficiente quando la femmina oltrepassa la soglia con metà del corpo. A quel punto chiude la celletta, costruendo una robusta parete di fango, raccolto e trasportato tra le mandibole.Nel giro di una decina di giorni la femmina completa la cannuccia (con 5-10 cellette) e costruisce un grosso tappo di fango per tenere lontani predatori e parassiti, poi ne sceglierà un'altra, fino a completare la deposizione delle uova.Le larvette schiuderanno dopo una settimana circa e si nutriranno del polline/nettare raccolto. Finito di nutrirsi, dopo aver compiute 5 mute, tesseranno il bozzolo e qui trascorreranno tutta l’estate, compiendo la metamorfosi per diventare adulte/i a fine agosto-settembre. A quel punto gli adulti aspetteranno la primavera successiva chiusi in “riposo” ognuno dentro il proprio bozzolo.E la fondatrice? Le osmie che hanno deposto le loro uova in primavera, compiuto il loro ciclo muoiono (ma per loro un anno è una lunga vita!!) avendo lasciato (a voi) una progenie fatta di maschi e femmine che assicureranno la sopravvivenza della specie...

COSA FARE CON LE CANNUCCE?

Per proteggere la progenie (le cannucce con le cellette) dai parassiti sarà buona norma ritirarle dopo che l’ultima osmia avrà finito di volare (al massimo comunque a metà - fine maggio)Le cannucce vanno protette chiudendole in un sacco di cotone molto fitto, tenendole a temperatura ambiente (in casa, in garage). Non usate sacchi di plastica.All’inizio dell’inverno rimettete fuori le cannucce, perché gli adulti nel bozzolo hanno bisogno di passare un periodo di freddo per entrare in quella fase di riposo metabolico (diapausa) che consente loro di conservare le scorte energetiche fino alla primavera.L’anno dopo potreste avere una vostra popolazione, per la quale però il numero di cannucce rimaste sarà insufficiente.Inoltre, non rinnovare il materiale di nidificazione porta, nel giro di breve tempo, allo sviluppo di parassiti (acari).

Per informazioni e consigli: Bettina Maccagnani, 339 7800125, bettina.maccagnani@museocieloeterra.org

Le altre api (e vespe) solitarie

Dopo aver verificato quali cannucce sono occupate e quali no (utilizzando un bastoncino per tastare il fondo della cannuccia, perché la femmina potrebbe essere sparita senza chiudere un tunnel al quale stava lavorando) e ritirate tutte le cannucce completate o iniziate, vi consigliamo di lasciate fuori le cannucce vuote: potrebbero venire utilizzate da altre specie presenti in natura che sono attive nel corso dell'estate.
Distinguerete le diverse specie dalle dimensioni, dal colore, dal tipo di volo, e, in alcuni casi, dal diverso materiale utilizzato per la costruzione dei setti e la chiusura finale: fango, per alcuni, ma lavorato diversamente, fili d’erba secchi, ritagli di foglie. Se volete sapere di che specie si tratta portate le cannucce al Laboratorio, le guarderemo insieme.