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Le aree del sistema

 

La Bora di San Giovanni in Persiceto (BO)

Sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale di circa 40 ettari di superficie di cui 22 caratterizzati da un’ampia raccolta d’acqua, un piccolo bosco igrofilo, siepi e macchie alberate, una vasta area a prateria, nonchè da un rimboschimento con oltre 8.000 alberi. La Bora nasce da una ex-cava di argilla prima abbandonata e poi recuperata tramite un progetto portato avanti dalle associazioni ambientaliste locali e dal Comune. La zona umida centrale di circa 7 ettari costituisce un ambiente acquatico molto ricco di specie, soprattutto uccelli. Anche le siepi, l’area prativa ed il rimboschimento, divenuto oggi un vero e proprio bosco di pianura, offrono spunti originali e preziosi. All’ingresso dell’area protetta si trova il Centro Anfibi e Rettili della pianura (CRA) dove vengono svolte attività di conservazione e di ricerca relativamente agli Anfibi (tritone crestato e punteggiato, raganella, rospo smeraldino e comune, rana dalmatina) e Rettili (testuggine palustre autoctona). Nelle stesse vasche vengono svolte attività di ricerca, propagazione e diffusione di flora idrofitica appartenente a specie rare o localmente poco diffuse. L’area è provvista di un Centro Visite dotato di aula didattica - dove sono esposte diverse collezioni zoologiche, di cui una risalente alla metà del 1800 - e una “Collezione naturalistica incruenta”.

Le Vasche dell'Ex-Zuccherificio di Crevalcore (BO)

L’area è stata individuata come Zona di Protezione Speciale. Ricopre una superficie di ben 710 ettari di cui una trentina costituiti dalle vasche di decantazione delle acque reflue del vecchio zuccherificio e ora rifugio di una moltitudine di uccelli acquatici, grazie ad un progetto del Comune e alla specifica gestione apportata dal Centro Agricoltura e Ambiente. Alle vasche dell’ex-zuccherificio si aggiungono due aree rimboschite e ormai ben affrancate e siepi perimetrali arboreo-arbustive. All’interno delle vasche la profondità dell’acqua varia da zero a due metri creando le condizioni ideali per la presenza di numerose specie di uccelli. L’area è fruibile per la visita mediante un percorso di visita autoguidato e attrezzato con punti di osservazione schermati e pannelli informativi. Le visite guidate ed i moduli didattici offerti nell’ambito del “Sistema museale Terre d’acqua” rendono possibile apprezzare la biodiversità e approfondire i concetti dell’ecologia e della conservazione. All’inizio del percorso di visita si trovano pannelli esplicativi e una esposizione dimostrativa di ripari artificiali per specie selvatiche in difficoltà. E’ inoltre stata realizzata una piccola zona attrezzata per la sosta e per lo svolgimento delle attività di educazione ambientale.

La Cassa d’espansione dello Scolo Dosolo di Sala Bolognese (BO)

Zona di Protezione Speciale formata da una ampia superficie arginata di 55 ettari che funge da cassa d’espansione per le piene dell’attiguo Scolo Dosolo. Il “cuore” di quest’area è costituito da zona umida di 5,5 ettari. Nel resto della cassa si rinviene un’area rimboschita costituita da estesi pioppeti e rimboschimenti che fungono da “cuscinetto ambientale” nei confronti dell’area agricola esterna, e da sperimentazione di forme di coltivazione arborea di pregio e con funzione ambientale. All’interno della zona umida sono presenti specchi d’acqua libera, canneti e alcune piccole isole frequentati da numerosi uccelli acquatici. Recentemente è stata poi ricreata una ulteriore zona umida di tipo palustre frequentata soprattutto durante i passi migratori da numerosi uccelli limicoli. All’ingresso dell’area si trova l’Ecomuseo dell’Acqua, importante struttura per la conoscenza delle funzioni e delle tematiche connesse con la bonifica e adibito anche a Centro Visite e in cui vengono svolte le attività didattiche e seminariali.

La Golena San Vitale di Reno in Comune di Calderara di Reno (BO)

L’area, di circa 50 ettari, è stata ricavata all’interno delle arginature del fiume Reno ed è costituita prevalentemente da un’ampia zona golenale dove si può ancora rinviene il fitto bosco idrofilo che un tempo affiancava i corsi d’acqua di pianura. A partire dagli anni ’70 la golena è stata lasciata quasi indisturbata e si è così avviato un processo di rinaturalizzazione spontanea. A questo si sono affiancati specifici interventi di rinaturalizzazione, in particolare la ricostituzione di siepi, boschetti e di zone umide. In quest’area si possono osservare habitat e specie boschive un tempo diffuse e oggi divenute molto rare. La sua vicinanza con il fiume, che esercita la funzione di corridoio ecologico, ha facilitato la colonizzazione da parte di molte specie e ne favorisce oggi gli spostamenti e la diffusione nel territorio circostante.

Il Bosco della Partecipanza a S.Agata Bolognese (BO)

L’area è costituita da circa 30 ettari di proprietà della Partecipanza Agraria destinata dal 1998 alla produzione di legname di pregio su cui, in tempi diversi, sono state piantumate migliaia di piante. La “giovinezza” dell’impianto e la ricchezza di ambienti ricostruiti rende la visita particolarmente indicata ad una riflessione sul concetto di gestione del territorio compatibile con la conservazione della biodiversità. Si tratta infine di un'area destinata alla produzione di legname di pregio; un giovane bosco che permette riflessioni su come poter gestire il territorio per usi economici rispettando la biodiversità.

Perché venire nelle Aree naturalistiche?

La conservazione della biodiversità sta divenendo sempre più un tema di forte attualità. Tuttavia ancora oggi l’umanità sembra non avere preso coscienza del valore intrinseco della biodiversità e di tutto quello che vi è collegato: i “servizi gratuiti” che la natura elargisce da sempre per gli esseri umani sono fondamentali per la stessa sopravvivenza dell’Uomo sulla terra. Ma questo l’uomo lo sa? C’è consapevolezza del ruolo e dell’importanza di specie e habitat per il futuro delle società umane? Oggi si parla sempre più di “sostenibilità”, per poter lasciare alle future generazioni le stesse opportunità ambientali, economiche e sociali che hanno avuto la generazione attuale e quelle precedenti. Ma che cosa è davvero la sostenibilità? E, soprattutto, il singolo individuo (bambino, ragazzo od adulto) può metterla in pratica? Che tempi ci sono per poter ancora rendere sostenibile la nostra esistenza come individui e come specie? I cambiamenti climatici, l’effetto serra e il buco dell’ozono… per tanti sono ancora concetti lontani o sconosciuti, forse a causa della loro complessità, ma anche per come vengono o non vengono spiegati e descritti. Iniziando con una fiaba si può raccontare la storia del mondo e il suo futuro ai più piccoli: aggiungendo piccoli esperimenti e osservazioni dal vivo si può poi facilmente capire la biodiversità e il suo valore. Utilizzando i “laboratori a cielo aperto” costituiti dalle aree naturalistiche del Sistema Museale “Terre d’acqua” e le tecnologie informatiche dei Centri Visita, sarà molto più facile apprendere la scienza con un occhio al futuro, al nostro futuro.

Informazioni: Paola Balboni (referente Aree Naturalistiche), 333-3370890, paola.balboni@museocieloeterra.org